la leggenda dei vin de garage

Oggi voglio raccontarti una storia molto interessante e al contempo curiosa, si tratta di un racconto che si basa su fatti realmente accaduti e che ha, come protagonista, un normalissimo banchiere e sua moglie, complici di aver creato un vero e proprio miracolo in ambito vitivinicolo. Entriamo più nel dettaglio di questa faccenda!

INDICE

NASCONO I VIN DE GARAGE

Jean-Luc Thunevin, iniziando come bancario appassionato di vino negli anni ’90, insieme a sua moglie Murielle Andraud decisero di creare un grande vino a Saint-Émilion. Con una modesta parcella di terra e un garage improvvisato come cantina, iniziarono a vinificare con passione e determinazione. Dopo anni di esperienza, affrontando sfide in annate difficili, arriva finalmente il momento tanto atteso: il 1995. In quest’annata eccezionale, il vino di Jean-Luc viene spedito a Robert Parker, che assegna un punteggio superiore persino a Château Pétrus, mostro sacro del settore vinicolo regionale. Da quel momento, Jean-Luc Thunevin diventa una figura di spicco nel panorama vinicolo mondiale, ispirando viticoltori di tutto il globo con la sua filosofia del “garage wine“.

CHÂTEAU VALANDRAUD SI CONSOLIDA

Da allora, l’azienda che prende il nome di Château Valandraud ha fatto grandi progressi divenendo una realtà di caratura internazionale, sebbene il garage originale sia ancora un simbolo radicato nella sua storia. Oggi, il vino è stato elevato al rango di Premier Grand Cru Classé B nel competitivo e instabile classement di Saint-Émilion. Questa classifica, a differenza dell’immobile classement del 1855 sulla riva sinistra, viene rivista ogni 10 anni. I primi Valandraud erano vini sorprendenti e estremi, ma anche innovativi. Caratterizzati da un frutto intenso e dolce, con note boisé che incantavano gli appassionati d’oltreoceano. Oggi, i rossi di Château Valandraud si sono adattati al gusto internazionale e sono in linea con gli standard attuali, proponendo al calice un’eccitante combinazione di frutto dolce, fiore appassito ed estrema eleganza. Come i migliori vini di Saint-Émilion, queste creazioni sono carezzevoli al palato, morbide e potenti, ma allo stesso tempo delicate nel sorso e dalla connotazione setosa una volta raggiunta la piena maturità.

VIN DE GARAGE OGGI


I “Vin de Garage” sono un fenomeno che in passato ha catturato l’attenzione e che in particolare, nel contesto di Bordeaux, avevano la fama di essere prodotti concentrati, dalla struttura intensa, affinati in barrique e quindi caratterizzati da sentori tostati e affumicati. Questi vini si distinguevano nettamente dai classici Cabernet che hanno reso celebre il bordolese, che richiedevano lunghi periodi di invecchiamento in bottiglia per esprimere appieno i loro aromi e armonizzare i tannini. Ancora oggi, emergono occasionalmente nuovi “Vin de Garage” prodotti in pochissimi esemplari e ancora meno sono le versioni che riescono a stregare la grande critica internazionale ottenendo quotazioni alle stelle. Tuttavia, questi vini non si conformano più a regole rigide. Oggi si distinguono per uno stile più lineare, piuttosto che per un vitigno specifico o un uso eccessivo del legno, ponendo maggiore enfasi sul piacere immediato della degustazione piuttosto che sul ritorno nel lungo termine.

CONCLUSIONE

È un dato di fatto che la critica in questo caso sia stato un canale efficace nel decretare il successo dei vin de garage – in particolare nel caso di Château Valandraud -, dunque, non metto in discussione la qualità del prodotto, ma sicuramente bisogna attribuire al marketing e a tutto ciò che gira intorno l’esplosione di questa categoria di vini. Attenzione però, ora voglio condividere con te una considerazione relativa al carattere medio dei vin de garage; salvo rarissimi casi, sono prodotti essenzialmente rustici, dall’acidità imponente e dominante, dal tannino irruente e spesso graffiante, con profumi non esattamente invitati, dunque qui gioca un ruolo decisivo il gusto personale di ognuno di noi.

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