Quattro cantine, quattro stagionature di Parmigiano Reggiano: Scopri i protagonisti del nostro evento di Settembre
Lo scorso venerdì 26 settembre abbiamo organizzato, nella location della Cascina Sbianca a Besana in Brianza, un evento dedicato agli appassionati di vino, con l’obiettivo di valorizzare sia le sfumature del Parmigiano Reggiano (nelle sue quattro stagionature), sia l’identità e la qualità dei vini delle quattro cantine partner. Il tutto attraverso abbinamenti studiati per esaltare entrambe le eccellenze.

Il Parmigiano Reggiano
Quando si parla di Parmigiano Reggiano si parla di uno dei prodotti più versatili e rappresentativi della cultura gastronomica italiana. È un ingrediente chiave in cucina, ma anche un protagonista assoluto in purezza, capace di accompagnare momenti diversi della giornata: dall’aperitivo alla cena, fino alla degustazione meditativa.
La sua biodiversità e capacità evolutiva lo rendono unico: dalla stagionatura di 16 mesi, fresca e lattica, fino a superare i 100 mesi, dove le note diventano profonde, umami e quasi affumicate. Ogni assaggio è una fotografia del tempo, del latte e del saper fare di una filiera attenta e controllata.
Le stagionature protagoniste
Durante l’evento abbiamo scelto quattro stagionature per raccontare le mille identità del Parmigiano Reggiano:
- 16 mesi – Giovane, con note di yogurt, latte fresco e burro. Perfetto come aperitivo o in abbinamento a vini bianchi fragranti.
- 24 mesi – Equilibrato, dal profilo complesso ma armonico. Ideale con bianchi strutturati o rossi leggeri.
- 50 mesi – Intenso, con cristalli di tirosina, sentori di frutta secca e spezie. Ottimo con rossi evoluti e vini macerati.
- 100 mesi – Rarità assoluta, dal sapore lungo, quasi affumicato, che si presta ad abbinamenti audaci e sorprendenti.
Cantine coinvolte
Bosco Albano – Friuli Venezia Giulia, microzona: Provincia di Pordenone
Bosco Albano è un progetto nato dal ritorno consapevole di una famiglia friulana alla propria terra, con l’obiettivo di restituirle valore e trasformarla in un luogo di autenticità, accoglienza e gusto. Delimitata da un piccolo bosco e da una roggia verdeggiante, questa tenuta di 39 ettari è oggi cuore vivo di un’idea che intreccia memoria e visione, tradizione contadina e cultura del tempo lento.
I vini Bosco Albano esprimono l’anima del Friuli con etichette che raccontano la terra con sincerità e cura.
In degustazione: Ribolla Gialla e Sauvignon.

Tocco Vini – Abruzzo, microzona: Alanno
Fondata da Enisio nel 1981, Tocco Vini prende forma come cantina completa nel 2014 grazie al contributo dei figli Lorenzo e Danilo. I 34 ettari dell’azienda, di cui 20 a vigneto, sono coltivati con metodi biologici. L’approccio è artigianale e rispettoso della materia prima.
In degustazione: Cerasuolo d’Abruzzo, vino che racconta il lato fresco, sapido e mediterraneo del Montepulciano.

Cantine Moroni Zucchi – Emilia-Romagna, microzona: Colli di Parma
Nata dall’incontro tra Tommaso Moroni Zucchi e Gianmaria Siri, la cantina ha preso forma nel 2020 con il recupero dell’azienda del nonno Renzo Zucchi e si è consolidata nel 2023 con l’acquisizione dei Vigneti Calzetti. I vigneti si trovano nel Parco dei Boschi di Carrega e sono gestiti con approccio sostenibile e rispettoso del territorio.
In degustazione: Malvasia “Conventino”, bianco aromatico e identitario dei Colli di Parma.

Sorsasso – Lombardia, microzona: Domaso (Lago di Como)
Situata sulle colline affacciate sul Lago di Como, Sorsasso è una realtà famigliare che ha scommesso sul recupero della viticoltura locale. I dodici ettari terrazzati ospitano varietà autoctone come la Verdesa, affiancate da vitigni internazionali, per vini che raccontano il territorio in modo autentico.
In degustazione: Domasino Rosso, blend di Sangiovese e Merlot, struttura ed eleganza da bere.

Conclusione
In questo evento abbiamo voluto dare voce al dialogo tra due eccellenze italiane: il vino e il Parmigiano Reggiano. Attraverso quattro stagionature e quattro cantine, abbiamo costruito un’esperienza sensoriale capace di raccontare territori, persone e qualità. Perché ogni abbinamento non è solo una questione di gusto, ma un modo per scoprire storie e connessioni che rendono il vino (e il cibo) una forma di cultura viva.



