
L’Emilia, cuore pulsante dell’Italia settentrionale, è una regione dalla profonda vocazione vitivinicola, dove la produzione di vino si intreccia indissolubilmente con la storia, la cultura e le tradizioni locali. Dalle dolci colline piacentine alle pianure alluvionali del Modenese, l’Emilia offre una straordinaria varietà di paesaggi che si riflettono nella diversità e nella ricchezza dei suoi vini. Qui, l’antica sapienza contadina si fonde con l’innovazione enologica moderna, dando vita a prodotti che raccontano l’identità di un territorio unico. L’Emilia è un viaggio sensoriale tra bollicine vivaci, rossi intensi e bianchi aromatici, espressione autentica di una terra generosa e ospitale.
Territorio | Emilia
Il territorio emiliano si distingue per una notevole varietà morfologica, che spazia dalle colline appenniniche alle ampie pianure alluvionali. Questa diversità geografica influisce profondamente sulle caratteristiche dei vini prodotti.
Nelle province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia, le colline appenniniche offrono condizioni ideali per la viticoltura. I suoli sono prevalentemente franco-limosi e argillo-limosi, tendenzialmente calcarei, con buona capacità di drenaggio. Il clima è continentale, con inverni freddi ed estati calde, caratterizzate da significative escursioni termiche tra giorno e notte, favorendo una maturazione equilibrata delle uve e lo sviluppo di aromi complessi. La vasta pianura emiliana, di origine alluvionale, presenta suoli profondi, ricchi di argilla e limo, ma poveri di calcare negli strati superficiali. Il clima è subcontinentale, con inverni rigidi ed estati calde e umide. Queste condizioni sono particolarmente favorevoli alla coltivazione di vitigni come il Lambrusco, che qui trova il suo habitat ideale.
Situata lungo la costa tra Ferrara e Ravenna, la zona del Bosco Eliceo è caratterizzata da terreni sabbiosi e un clima umido, influenzato dalla vicinanza del mare. Queste peculiarità ambientali sono ideali per la coltivazione di vitigni come la Fortana, dando vita ai cosiddetti “Vini delle Sabbie”, noti per la loro freschezza e sapidità.

Basilica di San Vitale, simbolo emiliano
© Photocredits: Ravenna Turismo
Vitigni | Emilia
L’Emilia vanta un patrimonio ampelografico ricco e diversificato, composto sia da vitigni autoctoni che internazionali, ciascuno dei quali contribuisce a delineare l’identità enologica della regione.
Il Lambrusco è senza dubbio il vitigno simbolo dell’Emilia, una famiglia che comprende varietà come Salamino, Maestri, Marani e Grasparossa. Dà vita a vini frizzanti dal carattere unico, fruttati, freschi e con una leggera tannicità. La Barbera, coltivata in particolare nel piacentino, offre vini dai colori intensi, ricchi di acidità e dalla notevole attitudine all’invecchiamento. La Croatina, nota anche come Bonarda, viene spesso vinificata in blend con Barbera nel Gutturnio, e contribuisce con struttura e note di frutti rossi maturi. L’Ancellotta è un vitigno versatile, utilizzato per conferire colore e corpo ai vini, mentre la Fortana, tipica del Bosco Eliceo, dà origine a vini leggeri, frizzanti e lievemente sapidi.
Tra i vitigni a bacca bianca, la Malvasia di Candia Aromatica è tra i più diffusi e caratteristici, apprezzata per i suoi intensi profumi floreali e fruttati e spesso impiegata nella produzione di vini frizzanti. L’Ortrugo è un vitigno autoctono piacentino che produce vini leggeri, freschi e beverini, ideali per un consumo quotidiano. Il Trebbiano Romagnolo, pur più diffuso in Romagna, trova spazio anche in Emilia, regalando bianchi semplici e dissetanti. Il Pignoletto, o Grechetto Gentile, è particolarmente coltivato nelle colline bolognesi e si esprime al meglio nella versione frizzante o spumantizzata. L’Alionza, vitigno antico e poco diffuso, viene spesso utilizzato in blend per la sua freschezza e la delicatezza aromatica.

Panoramica di alcuni vini emiliani
© Become Somm
Denominazioni | Emilia
L’Emilia presenta numerose denominazioni di origine che tutelano e valorizzano la qualità dei suoi vini, riflettendo la diversità territoriale e varietale della regione.
Il Gutturnio DOC, prodotto nella zona di Piacenza, è uno dei simboli della viticoltura emiliana, ottenuto da un blend di Barbera e Croatina. Le sue versioni variano dal frizzante al riserva, passando per le tipologie fermo e superiore, tutte caratterizzate da un buon equilibrio tra acidità, corpo e aromaticità.
Il Colli Piacentini DOC è una denominazione ombrello che include diverse varietà, sia rosse che bianche, tra cui Gutturnio, Ortrugo, Barbera, Bonarda e Malvasia. I vini di questa zona si distinguono per la freschezza, l’immediatezza e la capacità di rappresentare fedelmente il territorio collinare da cui provengono.
La Colli di Parma DOC abbraccia la produzione collinare parmense e si focalizza su vini da Malvasia, Sauvignon, Barbera e Lambrusco Maestri. Qui si ottengono bianchi profumati, rossi strutturati e spumanti dal buon equilibrio.
La Modena DOC tutela una vasta produzione legata al Lambrusco Grasparossa e Sorbara, con vini frizzanti dalla schiuma vivace, profumi di frutti rossi e una vena acida che li rende particolarmente gastronomici. La zona di Modena include anche il Lambrusco di Sorbara DOC e il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC, due denominazioni che esaltano le peculiarità di ciascuna varietà: il primo con un colore più scarico e profumi floreali, il secondo con maggiore corpo e intensità colorante.

Castelvetro, patria del Lambrusco Grasparossa
© Photocredits: Visit Castelvetro
Il Reggiano DOC è una delle aree più importanti per la produzione di Lambrusco, in particolare Salamino e Maestri, con vini rossi e rosati, perlopiù frizzanti, che ben accompagnano la cucina emiliana. Accanto ad essa, la Colli di Scandiano e Canossa DOC, nel reggiano, valorizza vitigni come Malbo Gentile e Spergola, oltre a Lambrusco e Malvasia, offrendo un ventaglio di tipologie che spazia dal frizzante al passito.
Infine, la Bosco Eliceo DOC rappresenta un unicum paesaggistico e pedoclimatico: i cosiddetti “vini delle sabbie” prodotti in questa zona costiera ferrarese, su terreni sabbiosi e poveri, danno vita a Fortana e Merlot leggeri, sapidi e fragranti, che incarnano perfettamente l’influenza marina del territorio.

Mappa del vino, Emilia Romagna.
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Gastronomia | Emilia
La gastronomia emiliana è uno dei pilastri della cultura italiana, celebrata per la sua autenticità, la varietà dei sapori e l’eccellenza delle materie prime. Ogni provincia dell’Emilia offre un patrimonio culinario che affonda le radici nella tradizione contadina, ma che ha saputo conquistare anche le tavole più raffinate.
Parma, con il suo celebre prosciutto crudo DOP e il Parmigiano Reggiano, simboli riconosciuti in tutto il mondo, incarna l’equilibrio perfetto tra sapidità e delicatezza. A Modena e Reggio Emilia, troviamo l’Aceto Balsamico Tradizionale, che arricchisce con il suo profilo dolce e complesso numerosi piatti della cucina locale. I tortelli di erbette, le lasagne, i cappelletti e gli anolini in brodo rappresentano la varietà della pasta ripiena, fatta rigorosamente a mano e servita con ragù, burro e salvia o in brodo.
La piadina e i gnocco fritto, accompagnati da salumi tipici come coppa, culatello e salame felino, sono veri e propri emblemi della convivialità emiliana. Ogni piatto trova il suo naturale abbinamento con i vini del territorio: dai Lambruschi frizzanti ai Gutturnio corposi, dai bianchi aromatici dei colli piacentini ai freschi vini delle sabbie ferraresi. La cucina emiliana è un invito a sedersi a tavola e condividere, rispecchiando in pieno lo spirito accogliente di questa regione generosa e sincera.

Cicchetti veneziani, squisiti bocconcini locali
© Photocredits: Veneziaeventi.com
Migliori Cantine | Emilia
L’anima dell’Emilia si ritrova non solo nei suoi vini, ma anche nelle cantine che li producono, vere custodi della tradizione e dell’innovazione. Attraverso i loro racconti, i loro terroir e le loro scelte produttive, queste aziende interpretano con passione il carattere autentico della regione. Dalle grandi cooperative alle piccole realtà artigianali, ogni cantina contribuisce a scrivere un capitolo della storia vinicola emiliana, offrendo esperienze di visita e degustazione coinvolgenti. È in queste cantine che il vino diventa espressione di territorio, cultura e persone, dove ogni bottiglia è un invito a scoprire l’Emilia con tutti i sensi.
Lusvardi nasce nel 2008 a Molino di Gazzata, in provincia di Reggio Emilia, quando Rita Covezzi e il marito Andrea Lusvardi decidono di valorizzare l’azienda agricola di famiglia, composta da 7 ettari di cui 3,5 vitati. L’obiettivo? trasformare l’uva in espressione del territorio, esaltando la personalità dei vitigni autoctoni (Lambrusco Salamino, Lambrusco Grasparossa e Spergola) con uno stile elegante e sincero. La filosofia è racchiusa nel motto “Follow Me/Seguimi”: seguire la natura senza correzioni, osservare, rispettare, aspettare. Dal 2011 il vigneto Podere il Serraglio è condotto secondo pratiche biologiche certificate, senza fitofarmaci, con lavorazioni manuali, potature selettive e attenzione massima alla biodiversità. In cantina, ogni dettaglio è curato per minimizzare l’impatto ambientale: tetto giardino, isolamento termico naturale, impianto fotovoltaico e design in armonia col paesaggio. Tra le etichette simbolo spicca Lusvardi Rosè, spumante iconico Rosè de noir, vivace e fragrante; Grato vino rifermentato in bottiglia che racconta l’anima frizzante e autentica dell’Emilia più vera, Lusvardi Blanc, 100% spergola, finissima bollicina che regala sapidità ed eleganza

Andrea e Rita, grandi interpreti della viticoltura emiliana
La Cantina Formigine Pedemontana nasce nel 2006 a Corlo di Formigine dalla fusione di due storiche realtà vitivinicole modenesi, radicata in una tradizione che affonda nel 1920. Oggi conta oltre 380 soci e 600 ettari coltivati nella prima collina modenese, cuore del Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC. La filosofia aziendale unisce passione contadina e innovazione, puntando sulla qualità delle uve e sul rispetto del territorio. I vini raccontano l’Emilia più autentica, tra cui spiccano il Rosso Fosco, vivace e fruttato, il Passione Bio, omaggio alla viticoltura biologica, e la linea For.Mo.Sa., giovane e fresca. I metodi di vinificazione, dal metodo Charmat al Metodo Ancestrale Radici 228, esprimono una grande attenzione alla tipicità e alla sostenibilità, rendendo Cantina Formigine Pedemontana una delle realtà più dinamiche e apprezzate del panorama modenese.

Formigine Pedemontana, grande realtà emiliana
Da tre generazioni Ganaghello coltiva la terra con passione nel cuore delle colline piacentine. Fondata nel 1993 da Luigi Losi, l’Azienda Agricola Ganaghello di Losi è oggi guidata da Luigi, dal figlio Eric, enologo e sommelier, e da Dea, giovane e carismatica, a cui è dedicato il nostro Metodo Classico BRUT DEA. Su oltre 100 ettari coltivati secondo i principi dell’agricoltura biologica, Ganaghello produce vini autentici e di qualità certificata, tra cui numerosi premiati a livello nazionale e internazionale: vini rossi, corposi o più leggeri, fermi o mossi; vini bianchi, fermi o mossi, delicati o strutturati; e bollicine di diverse tipologie. È una realtà che offre degustazioni in cantina, eventi esclusivi, collaborazioni con il settore ristorativo, consegna a domicilio e vendita online su www.ganaghellovini.com.
Ganaghello: un’eredità di famiglia che profuma di futuro.

Eric, Luigi e Dea, i protagonisti di questa bella storia piacentina
Felicemente posizionata sulle rigogliose colline di Boccedasco Alto, in località Costa Stradivari 19, si trova la cantina Borghesana. L’azienda si avvale dell’esperienza di quattro generazioni di viticoltori e vinificatori, ed è ricavata da un vecchio casale del 1796, di antica proprietà della famiglia Stradivari di Cremona, che dà il nome alla zona. Fu acquistato dal nonno di Armanda agli inizi del Novecento per la produzione di uve che in parte vinificava e in parte vendeva come uva da tavola in Germania. Da allora anche il padre di Armanda continuò a esportare l’uva da tavola fino al 1960, per poi dedicarsi solo alla vinificazione di uve selezionate. Nel 1986 Armanda, con Silvano, prese in mano l’azienda dal padre, costruendo una nuova cantina e impiantando nuovi vigneti, tra cui Ortrugo e una collezione di Pinot Nero francesi, in collaborazione con l’Università Cattolica di Piacenza, per produrre, oltre ai vini tipici della zona, un Metodo Classico di pregio: il Borghesana Brut. Ora la tradizione continua con il figlio Luigi

L’antica e storica cantina dell’azienda Borghesana
L’Azienda Vitivinicola Marengoni affonda le sue radici nelle colline di Ponte dell’Olio, in Val Nure, dove già nei primi del ’900 il bisnonno Silvio, rientrato dall’America, diede avvio alla coltivazione della vite. Oggi Lino e Flavio, con il supporto di tutta la famiglia, portano avanti un’eredità secolare trasformata in eccellenza. I vigneti, a 230–320 m slm, sono coltivati su terre argilloso-limose con scheletro abbondante, capaci di donare vini ricchi e longevi. Ogni fase del lavoro è manuale, dalla potatura alla vendemmia, nel pieno rispetto della tradizione. Dal 2020 l’azienda è in regime biologico e ogni bottiglia è il frutto di una viticoltura consapevole. Gutturnio, Ortrugo, Barbera, Valnure, Casa Bianca Pontolliese e il Gutturnio Superiore “Migliorina” raccontano con eleganza il territorio, tra passione, storia e rispetto per la terra. I vini Marengoni sono un sorso di famiglia, di colline e memoria: autentici, vivi, mai uguali, ed estremamente identitari del territorio. E se il vino è racconto, qui ogni annata è un capitolo che vale la pena di assaporare.

Silvio, Lino e Flavio, l’anima dell’azienda Marengoni
Nel cuore di Sorbara, tra filari baciati dal sole e nebbie mattutine che accarezzano la terra, sorge Cantina Divinja, realtà familiare profondamente radicata nel territorio modenese. La famiglia Barbanti, oggi rappresentata da Denis, custodisce con dedizione una tradizione che attraversa generazioni, restituendo al Lambrusco di Sorbara dignità, eleganza e voce contemporanea. Ogni bottiglia è frutto di un lavoro artigianale, rispettoso dell’ambiente e della memoria, che valorizza il terroir e le sue uve più identitarie: Sorbara, Salamino e Pignoletto. L’approccio produttivo è sincero, naturale, fedele alla terra ma aperto all’innovazione sostenibile. La cantina è anche accoglienza, racconto, esperienza diretta: tra degustazioni, visite guidate e abbinamenti gastronomici a km zero, ogni ospite diventa parte di una storia viva. Divinja non è solo vino: è un progetto di famiglia che crede nel valore delle radici per costruire futuro, e in ogni calice lascia parlare l’anima più pura del Lambrusco di Sorbara!

Denis, la mente e il cuore dietro Cantina Divinja
Cantine Moroni Zucchi nasce dall’unione di due visioni complementari: quella di Tommaso Moroni Zucchi, giovane imprenditore cresciuto tra i colli parmensi, e quella di Gianmaria Siri, socio e figura strategica nello sviluppo dell’azienda. La storia prende forma nel 2020, quando Tommaso riporta in vita la cantina fondata dal nonno Renzo Zucchi. Nel 2023 l’acquisizione dei Vigneti Calzetti sancisce la nascita ufficiale del marchio Cantine Moroni Zucchi, oggi tra le realtà più dinamiche dei Colli di Parma. Immersi nei paesaggi del Parco dei Boschi di Carrega, i vigneti dell’azienda godono di un microclima favorevole e di terreni vocati alla viticoltura. La vendemmia è manuale, la vinificazione attenta, e ogni bottiglia racconta un legame profondo con la terra emiliana. Tra le etichette spiccano il Lambrusco “Costamediana”, la Malvasia “Conventino”, il rosso “Campo delle Lepri” e il Vermouth Ca’Nova. La filosofia è chiara: onorare il passato, innovare con responsabilità e offrire vini autentici, territoriali e accessibili.

Tommaso e Gianmaria: giovani, intraprendenti, geniali.



