
Guida alla Romagna del Vino
Sospesa tra le colline e il mare, la Romagna è un luogo magico dove la bellezza naturale si sposa con una lunga tradizione vitivinicola. Qui, sui dolci pendii affacciati sull’Adriatico, i vigneti crescono rigogliosi, regalando vini straordinari che catturano l’essenza di questo angolo di paradiso collocato nel Centro Italia.
I Vini della Romagna
Nel cuore pulsante della Romagna, la vinificazione è un’arte che racconta una storia di tradizione e innovazione. Le cooperative vinicole, che dominano il panorama produttivo della regione, hanno costruito una reputazione invidiabile per la loro capacità di garantire qualità e quantità con una precisione impeccabile. Tuttavia, la scena vinicola sta vivendo una rivoluzione, con un numero crescente di produttori indipendenti che stanno emergendo, portando con sé nuove visioni e stili audaci. Le vigne di quest’area sono un mosaico di varietà, un connubio affascinante di eredità italiane e influenze internazionali. Le uve autoctone come il Sangiovese e l’Albana sono le protagoniste storiche, con il Sangiovese che, nonostante il suo corpo leggero e i tannini morbidi, spesso si mescola con il robusto Cabernet Sauvignon per creare vini più complessi e strutturati. Accanto a queste, le varietà internazionali come il Chardonnay, il Merlot e il Sauvignon Blanc, arricchiscono il repertorio vinicolo della Romagna, offrendo un’ampia gamma di espressioni e stili. Fatte queste premesse, addentriamoci in questo magnifico areale, celebrato in Italia e nel resto del mondo.

Riccione, il cuore della movida romagnola
Terroir in Romagna
Nonostante le sue dimensioni contenute, la Romagna esercita un’influenza vinicola notevole grazie alla sua posizione strategica tra le colline appenniniche e il mare Adriatico. Questa regione offre una diversità di vini che riflette la sua particolare congiunzione climatica, dove la freschezza montana si fonde con le dolci brezze marine. Le sottoregioni della Romagna sono un caleidoscopio di varietà, con tipologie di uve coltivate che contribuiscono a una produzione vinicola variegata e distintiva. I vini rossi dominano il panorama, costituendo ben il 70% della produzione, con varietà come il Sangiovese che incantano per la loro freschezza e complessità. Tuttavia, non si può trascurare l’importanza delle varietà autoctone di vino bianco, come l’Albana, che sono emblematiche della regione e difficili da trovare altrove. Esploriamo le sottoregioni che hanno reso grande questo territorio nel mondo!

Wine Map, Emilia Romagna
© Become Somm
Vini Bianchi in Romagna
I vini bianchi della Romagna sono l’anima fresca e luminosa di una terra che vibra tra mare e colline. Il Pagadebit (Bombino Bianco) incarna la tenacia contadina, con la sua beva agile e floreale. L’Albana di Romagna DOCG, fiera della sua storica denominazione, offre una struttura sorprendente, tra note fruttate, freschezza vibrante e profondità minerale. C’è poi il Famoso – o Rambëla – aromatico, balsamico e inconfondibile, riscoperto e oggi simbolo di autenticità territoriale. Il Trebbiano Romagnolo, spesso sottovalutato, sa dare vini sottili e verticali se ben vinificato. Più rare ma presenti, anche il Biancame, delicato e agrumato, e il quasi scomparso Pignoletto romagnolo (da non confondere con quello dei Colli Bolognesi).
A questi si affiancano varietà internazionali ben acclimatate come Chardonnay, Sauvignon Blanc, Pinot Bianco e Riesling Renano, impiegati sia in purezza che per creare blend più moderni, senza mai snaturare il carattere locale.

I profumi al calice dell’Albana Romagna
Vini Rossi in Romagna
I rossi della Romagna sono un’espressione diretta del carattere della sua gente: sinceri, schietti, mai ruffiani. Il protagonista indiscusso è il Sangiovese, che qui parla con accenti diversi ma con la stessa anima: frutto vibrante, tannino vivo, bevibilità senza compromessi. Ma non c’è solo lui. La Romagna custodisce vitigni unici, come l’Uva Longanesi, da cui nascono vini scuri, intensi, speziati, capaci di sorprendere chi cerca autenticità e potenza.
C’è il Centesimino, seducente e floreale, con profumi di rosa e pepe rosa che non dimentichi. Il rarissimo Barbarossa, rustico e profondo, porta con sé storie antiche e bottiglie che sanno di memoria. E poi il Negretto, riscoperto e rilanciato, e il Terrano, vigoroso e nervoso, figlio della Romagna più tenace.
A fianco degli autoctoni, i vitigni internazionali – Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Pinot Nero – trovano spazio, ma sempre con stile romagnolo: niente maschere, solo sostanza.

Sangiovese di Romagna, profilo olfattivo
Colli di Faenza
Le Colline di Faenza sono rinomate per la loro produzione di vini bianchi e rossi di alta qualità. I terreni sono prevalentemente argillosi con una buona presenza di calcare, che conferisce ai vini una spiccata mineralità e complessità. Il clima temperato, con estati calde e inverni miti, è ideale per la coltivazione di varietà come il Sangiovese e l’Albana. Il Sangiovese di Romagna DOC prodotto in questa zona è celebre per i suoi aromi di frutti rossi, spezie e una piacevole struttura tannica, mentre l’Albana di Romagna DOCG, un vino bianco dal corpo robusto, è noto per i suoi profumi di fiori bianchi, agrumi e frutta matura.

Visuale delle vigne dei Colli di Faenza
Colli di Imola
I Colli d’Imola rappresentano un mosaico enologico che riflette l’anima varia e affascinante del territorio romagnolo. Dai suoli argillosi e calcarei nascono vini bianchi freschi e floreali, ideali anche per spumantizzazione, e rossi strutturati e speziati, come il Sangiovese e il Cabernet Sauvignon. La DOC abbraccia una zona collinare della provincia di Bologna, tra borghi suggestivi come Dozza e Imola. La diversità dei terreni – dalle terre limose ai versanti appenninici – consente a vitigni diversi di esprimere al meglio le proprie caratteristiche. Ne derivano vini versatili, ottimi per accompagnare la cucina locale. È una denominazione che racconta storia, paesaggio e identità.

I Colli di Imola, uno splendido panorama
Colli della Romagna Centrale
I Colli Romagna Centrale, provincia di Forlì-Cesena, offrono un terroir eterogeneo che si riflette in vini di grande espressività. I suoli della zona, composti da argille e sabbie, favoriscono la coltivazione di vitigni tradizionali come Sangiovese, Trebbiano romagnolo e Bombino bianco, accanto a varietà introdotte in tempi più recenti come Merlot, Cabernet Sauvignon e Chardonnay.
I vini bianchi della denominazione spaziano dalle versioni più fresche e delicate, con note floreali e fruttate di mela verde, pera e fiori di campo, a tipologie più strutturate, arricchite da sentori di frutta matura e aromi terziari legati alla vinificazione e all’affinamento. Tra le espressioni più tipiche spiccano il Trebbiano romagnolo, che trova il suo habitat ideale nelle colline di media altitudine, e il Bombino bianco, caratterizzato da note di pera e ginestra.
I rossi, con il Sangiovese in primo piano, si distinguono per struttura ed equilibrio: profumi che spaziano dalla ciliegia matura alla prugna secca, con sfumature di frutti di bosco e speziature che si intensificano con l’affinamento. Merlot e Cabernet Sauvignon arricchiscono ulteriormente l’offerta con vini morbidi, di buona complessità, dalle note fruttate e speziate.

Panorama delle vigne nelle Colline della Romagna Centrale
Colli di Rimini
Le Colline di Rimini rappresentano un’area vitivinicola di grande tradizione e innovazione. I suoli qui sono prevalentemente calcarei e argillosi, con un microclima influenzato dalla vicinanza al mare Adriatico. Questo permette la produzione di vini bianchi freschi e aromatici come il Pagadebit, noto per i suoi profumi di fiori bianchi e frutta esotica, e vini rossi strutturati come il Sangiovese di Romagna Superiore, che offre note di ciliegia, prugna e leggere sfumature di tabacco. La combinazione di tradizione e innovazione rende questa zona una delle più dinamiche e promettenti della Romagna.

Vigneti nel contesto pianeggiante dei Colli di Rimini
DOC e IGT in Romagna
In Romagna, le denominazioni DOC e IGT non sono solo sigle, ma strumenti per raccontare l’identità di un territorio. La Romagna DOC tutela i vitigni simbolo della regione — dal Sangiovese all’Albana, passando per il Pagadebit e il Trebbiano Romagnolo — garantendo tipicità e radicamento locale. L’IGT Ravenna, invece, offre libertà espressiva ai produttori che vogliono sperimentare o valorizzare varietà meno diffuse, come l’Uva Longanesi o il Famoso. Insieme, queste due denominazioni rappresentano l’equilibrio tra tradizione e innovazione, tra regole e creatività. Altre IGT estremamente interessanti riguardano la parte di Faenza e l’IGT Rubicone.
Migliori Cantine in Romagna
Tenuta Uccellina nasce nel 1985 a Russi, in provincia di Ravenna, per volontà di Alberto Rusticali, da sempre legato alla sua terra e ai suoi vitigni. Con il tempo, la passione si trasforma in visione e la piccola realtà agricola diventa un riferimento per la viticoltura romagnola. Accanto ad Alberto oggi ci sono il figlio Hermes, enologo, e Antonietta, anima commerciale e comunicativa dell’azienda: una famiglia unita da un’idea semplice e precisa di vino, che parla il linguaggio del territorio. I vigneti si estendono tra le colline di Brisighella e la pianura di Russi, dentro e intorno alla Vena del Gesso Romagnola, su suoli vocati e complessi. L’azienda lavora nel rispetto dell’ambiente, dalla vigna alla cantina, con raccolta manuale, vinificazioni separate e solfiti ridotti al minimo. Nascono così etichette identitarie e pluripremiate come il Bursôn da Uva Longanesi, il Sangiovese Clivo del Re, la raffinata Albana Amorosa e la vivace Rambëla. Vini autentici, che raccontano Romagna con eleganza e sostanza.

Azienda familiare, qualità totale!
Drei Donà Tenuta La Palazza nasce negli anni ’20 come residenza della famiglia Drei Donà. Situata a Massa di Vecchiazzano, posizionata tra le colline di Predappio, è da sempre al centro della produzione di Sangiovese. Il fondatore Claudio Drei Donà, avvocato di origine veneta, abbandona la professione per dedicarsi al vino, reimpiantando i vigneti e ristrutturando la cantina a partire dagli anni ’80. Introduce Cabernet Sauvignon e Chardonnay, creando vini iconici come “Il Tornese” e “Magnificat”, riconosciuti a livello nazionale e internazionale. La gestione passa oggi ai figli Enrico e Ida Vittoria, che mantengono l’identità agricola e famigliare, spingendo su sostenibilità, biodinamica e biodiversità. I vigneti sono coltivati senza diserbo, vendemmiati a mano e vinificati separatamente per esprimere al meglio il terroir di Predappio. Il Sangiovese, vitigno storico della zona, è al centro della produzione, interpretato con rigore tecnico e visione moderna. Predappio non è solo un nome in etichetta, ma un patrimonio culturale che i Drei Donà interpretano da protagonisti.

Drei Donà, un racconto romagnolo di famiglia
Nel cuore di Modigliana, in Romagna, l’Azienda Agricola LU.VA è guidata con passione da Valerio e Luciano, che curano direttamente tutte le fasi del processo: dalla gestione dei vigneti alla raccolta, fino alla vinificazione e all’imbottigliamento. I loro 7 ettari di vigna si estendono tra i 185 e i 380 metri di altitudine, su terreni dalle caratteristiche uniche che attraversano tre vallate distinte: Acerreta, Tramazzo e Ibola.
Ogni vallata dà vita a vini diversi per identità, esposizione e composizione del suolo. Dai Sangiovesi strutturati del Tramazzo, ai bianchi intensi dell’Ibola, fino alle note materiche dell’Acerreta. La produzione annua si attesta intorno alle 17.000 bottiglie, con vitigni come Sangiovese, Trebbiano, Chardonnay e Cabernet Sauvignon, allevati a Guyot.
LU.VA rappresenta una viticoltura attenta alla tipicità, in una Romagna autentica e viva, dove ogni bottiglia racconta una valle vocata, un’annata, una scelta precisa.

Luciano e Valerio, l’anima di LU.VA
A Boncellino di Bagnacavallo, nel cuore della Romagna, nasce la storia della famiglia Longanesi: agricoltori, custodi di una vite antica e misteriosa. Nel 1913 Antonio acquistò una piccola proprietà, dove trovò abbarbicata a una quercia una vite selvatica, usata nei roccoli come richiamo per uccelli. Quella pianta, resistente e dal grappolo compatto, diede un vino sorprendente, rustico e potente, che conquistò amici e vicini. Fu così che, negli anni ’50, nacque il primo vigneto di quella che sarebbe diventata l’Uva Longanesi. Grazie all’intuito dei nipoti Antonio e Pietro, quel vitigno fu salvato dall’oblio e valorizzato per generazioni. Nel 1999, dopo studi e analisi genetiche, fu ufficialmente riconosciuto e iscritto nel registro nazionale. Daniele, oggi alla guida, ha trasformato la passione di famiglia in una cantina moderna e premiata. Il Bursôn, prodotto di punta, è l’espressione autentica di questo vitigno unico e del territorio ravennate. Qui si coltiva ancora con rispetto, si vendemmia a mano, si vinifica con identità. Ogni bottiglia racconta di radici profonde e orgoglio locale. La cantina è aperta all’ospitalità, con degustazioni che parlano di storia e persone vere. Longanesi non è solo un nome: è un’eredità viva.

Daniele Longanesi, pioniere del vino in Romagna
Agricola Baccarini nasce nel 2018 tra le colline di Faenza, per volontà di Guido, agrotecnico classe 1989, cresciuto tra filari e racconti di vigna. Dopo esperienze professionali nel settore agricolo, decide di avviare la propria azienda, partendo da 15 ettari tra Castel Raniero e Tebano. Sono terre generose, vocate alla viticoltura, dove prendono forma vini legati al territorio: il Sangiovese Superiore ROSSOVERO, l’Albana DOCG, il Merlot, il Pignoletto spumante. Ogni etichetta nasce da un lavoro manuale e quotidiano, fatto in prima persona con l’aiuto del padre Gianluigi e della moglie Veronica. La filosofia è chiara: valorizzare le varietà locali e produrre in modo sostenibile, restando connessi alla storia. La gestione si estende anche ad altre colture e a servizi conto terzi. Nel 2025 prende vita Dieci.30, un progetto enogastronomico immerso nei vigneti di Castel Bolognese: qui si può degustare un calice tra i colli, con taglieri e piatti locali, in un contesto curato. L’azienda continua a crescere e non rincorre mode, ma rimane fedele a un’idea: produrre bene, con passione.

Guido Baccarini riesce a tradurre la Romagna con i suoi vini
La cantina Celli nasce nel 1963 a Bertinoro, cuore della Romagna, dalla passione
delle famiglie Sirri e Casadei, conosciute come Bron e Rusèval. Una tradizione contadina e autentica, fatta di vini semplici e sinceri che nel tempo è diventata un punto di riferimento per la classicità romagnola. Sono 40 gli ettari di vigne distribuite attorno al borgo, su terreni ricchi di storia, modellati dallo Spungone, la roccia calcarea di origine marina che dà mineralità e carattere unico ai vini. Dal 2020 tutta la produzione è certificata biologica, espressione di un impegno costante verso il rispetto della terra e delle sue peculiarità. Le vigne, diverse per suolo ed esposizione, permettono di ottenere una collezione di vini territoriali e armoniosi: Sangiovese, Albana, Trebbiano e Pagadebit raccontano la Romagna in ogni calice, tra freschezza, sapidità e profondità. Celli non è solo vino, ma cultura e radici, un legame forte con Bertinoro, il “Balcone di Romagna”, e le sue tradizioni enologiche secolari. Tra i vini iconici, si ricordano l’Albana secco I CROPPI, pluripremiato in Italia e all’estero, e il Sangiovese Superiore GRILLAIE, che rimane uno dei best-seller dall’ottimo rapporto qualità-prezzo. Dopo oltre 60 vendemmie, la filosofia rimane immutata: custodire la memoria di una terra unica.

Celli è un racconto della Romagna contadina e popolare
Nel cuore della Romagna, tra i pendii di Brisighella, in un luogo dove la terra parla di storia e di tradizioni antiche, nasce l’azienda Agricola Ballardini Riccardo. Qui, da generazioni, la viticoltura è cultura, è identità, è vita. Negli anni ’80, grazie all’incontro con il Sig. Giorgio Ossani, la realtà ha compiuto un passo importante: l’imbottigliamento in proprio e la commercializzazione su larga scala. È stato l’inizio di una nuova avventura, che ha permesso di portare la cultura vinicola romagnolo fuori dai confini. I vigneti seguono i principi della lotta integrata, un approccio che rispetta la natura e interviene solo quando è davvero necessario. Questo significa proteggere la biodiversità, preservare l’ambiente e garantire uve sane, capaci di esprimere in modo autentico il carattere del terroir. I filari si trovano in una zona pedecollinare che poggia sulla Vena del Gesso Romagnola, una formazione geologica unica che regala ai vini freschezza, mineralità e sapidità. Un microclima ventilato e sbalzi termici rendono queste colline vocate ai rossi strutturati ed eleganti e bianchi fragranti e immediati. Oggi lo sguardo è rivolto al futuro, dove esperienza e innovazione mantengono saldo il legame con la terra.

Giorgio Ossani, esponente della cultura romagnola del vino
Nel 1995, il destino unì tre amici e coltivatori: Ettore, Paolo e Roberto. Da tre cantine a Dozza, Linaro e Imola, decisero di fondere le loro attività per creare Poderi delle Rocche. L’obiettivo era produrre vini che fossero vera espressione del territorio. La filosofia unisce tradizione e innovazione e l’attività avviene su colline baciate dal sole, coltivate con passione tra uve autoctone Albana, Trebbiano, Pignoletto e Sangiovese e internazionali come Chardonnay e Cabernet Sauvignon. Il fiore all’occhiello è l’Albana DOCG, un vino concepito nello stile borgognone che viene affinato ed evoluto in tonneau, un blend equilibrato di Albana ed un 5% di Chardonnay. Ogni bottiglia di Poderi delle Rocche è il risultato di questa sinergia tra persone, terra e conoscenza. Vini come il Signorello Sangiovese Superiore Riserva o il Rocche Brut Metodo Classico sono il frutto di un’attenta lavorazione artigianale, espressiva della Romagna, seguita personalmente dai soci e dalle loro famiglie.

L’esperienza di Paolo, Ettore e Roberto
Poderi Morini nasce nel 1998 dal sogno di Alessandro Morini, sostenuto dal padre Natale e dalla moglie Daniela. Fin dall’inizio, l’obiettivo è chiaro: valorizzare i vitigni autoctoni della Romagna, varietà quasi dimenticate ma capaci di generare grandi vini. Le vigne affondano le radici a Oriolo dei Fichi, sui primi contrafforti dell’Appennino romagnolo, e sui Monti Coralli. A Oriolo dei Fichi il suolo, con la famosa “Lente di Sabbia” di sabbia dorata e argille calcaree e rosse, conferisce freschezza, mineralità e personalità a Sangiovese e Centesimino. Ai Monti Coralli l’Albana trova terreno ideale per vini eleganti e complessi. Da qui nascono le prime etichette, il Sangiovese Riserva “Nonno Rico” e il passito “L’Innamorato”, seguite negli anni da vini originali come il Centesimino, il Longanesi e l’Albana. Ogni etichetta è una storia, arricchita da collaborazioni con artisti che hanno tradotto in immagini il carattere di ogni vino, creando un legame autentico tra arte e viticoltura.Il Centesimino, grazie al contributo di Luigi Veronelli, si esprime in versione spumante, secca e passita. Oggi Poderi Morini è ambasciatrice della Romagna autentica, capace di emozionare in ogni bottiglia.

Poderi Morini, dove il vino è arte
Villa Otto Lune nasce nel 2009 dal progetto di Matteo Dini di valorizzare il vitigno Sangiovese in San Martino in Venti sulle colline di Rimini. Parliamo di un luogo estremamente vocato, le cui vigne affondano le radici in terreni di origine pliocenica, ricchi di argille marnose e calcare attivo. Qui il mare Adriatico incontra le colline, regalando un microclima speciale fatto di brezze costanti, escursioni termiche e sole generoso, elementi che permettono al Sangiovese di esprimere eleganza, profondità e forte legame territoriale. Fin dalla sua nascita, il progetto è affiancato dalla competenza dell’agronomo ed enologo Fabrizio Moltard. Il risultato è una produzione artigianale e biologica, dove ogni pianta viene seguita con attenzione e le rese sono volutamente contenute per garantire qualità assoluta. “Marnoso”, Romagna Sangiovese Superiore, è l’emblema di questo lavoro: un cru di singolo vigneto che racconta il carattere delle argille sovraconsolidate da cui nasce, un vino capace di rappresentare al meglio l’essenza vitivinicola di questa regione incredibile.

Villa Otto Lune, la creatura di Matteo Dini



