Fuga veloce in Abruzzo: cantine, cibo, borghi e tutto quello che devi sapere
Una guida semplice per scoprire l’Abruzzo e le sue specialità enogastronomiche in pochi giorni
Cosa troverai in questo articolo
In questo articolo trovi una guida pratica per orientarti in Abruzzo se hai pochi giorni a disposizione e vuoi vivere la regione attraverso le sue cose migliori: paesaggi, borghi, cucina, vini e cantine.

L’Abruzzo è sospeso tra mare e montagna, BecomeSomm.
Perché non dovresti sottovalutare l’Abruzzo
Se pensi a una fuga di un weekend estivo, probabilmente l’Abruzzo non è la prima meta che ti viene in mente. E forse è proprio questo l’errore. Mentre tutti corrono verso le solite destinazioni affollate, l’Abruzzo resta più discreto, più ruvido, più vero.
In poche ore puoi passare dalla spiaggia alla montagna, da un pranzo su un trabocco a una degustazione in collina, da un borgo medievale a un piatto di arrosticini mangiato senza troppe formalità.
Il bello è proprio questo: l’Abruzzo non ti chiede di scegliere una sola cosa. Se vuoi il mare, hai la Costa dei Trabocchi. Se cerchi il fresco, hai il Gran Sasso e la Maiella. Se vuoi mangiare bene, trovi una cucina diretta e generosa. Se vuoi bere bene, entri in una delle regioni più interessanti d’Italia per rapporto tra qualità, carattere e autenticità.
E poi ci sono le cantine. Non come tappa obbligata da inserire perché “fa enoturismo”, ma come chiave per capire davvero il territorio. Questa guida nasce proprio per questo: aiutarti a costruire una fuga veloce in Abruzzo scegliendo le zone giuste, i sapori da provare e le cantine che possono rendere il viaggio più completo.
Le Colline Teramane: il cuore rosso dell’Abruzzo
Se vuoi capire l’anima più vinicola dell’Abruzzo, le Colline Teramane sono uno dei punti migliori da cui partire. Siamo nella parte settentrionale della regione, in un territorio che vive tra due presenze fortissime: l’Adriatico, con la sua luce e le sue brezze marine, e il Gran Sasso, che porta aria fresca, escursioni termiche e profondità montana.
Per chi viaggia, questa zona ha un vantaggio enorme: è bella da attraversare e facile da leggere. Le colline si aprono morbide, i borghi compaiono tra i filari, la cucina è concreta e il vino ha una voce chiara.
Qui il Montepulciano non è semplicemente “un rosso abruzzese”, ma una chiave per capire il carattere del territorio: intenso, generoso, a volte potente, ma capace anche di finezza. Non a caso, le Colline Teramane ospitano l’unica DOCG abruzzese dedicata al Montepulciano d’Abruzzo.
A tavola, il vino trova subito il suo posto. Arrosticini, pasta alla chitarra, sughi di carne, formaggi, salumi e piatti rustici chiamano Montepulciano, Cerasuolo, Pecorino e Trebbiano. Il modo migliore per capire questa zona, però, è entrare in cantina: ogni produttore ti mostra una sfumatura diversa dello stesso territorio.
Tra le colline di Canzano, Tenuta Cerulli Spinozzi racconta bene l’equilibrio tra storia, paesaggio e futuro. Filari tra brezza adriatica e profilo del Gran Sasso, vini leggibili e un legame chiaro con le Colline Teramane. Il Montepulciano resta il centro del racconto, soprattutto con “Torre Migliori” Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo DOCG Riserva, affiancato da Pecorino e Cerasuolo.
Sempre nelle Colline Teramane, Lidia & Amato porta il racconto su un registro più familiare e accogliente. A Controguerra, tra mare e montagna, il vino nasce da una tradizione che si trasmette di generazione in generazione. Qui puoi assaggiare il Controguerra DOC Pecorino, fresco e sapido, o il Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo DOCG Riserva, più intenso e profondo.
Un’altra faccia della zona è Barba Vini, realtà solida e rappresentativa, capace di unire tradizione agricola, sostenibilità e visione produttiva. I vigneti si estendono su diversi cru, tra cui Colle Morino, Casal Thaulero e Vignafranca. Il Montepulciano d’Abruzzo DOC “I Vasari”, il Trebbiano d’Abruzzo DOC “Collemorino” e il Colline Teramane DOCG “Yang” raccontano tre lati diversi dello stesso territorio.
Se invece cerchi una voce giovane, ma già piena di memoria, Tenuta Antonini è la scelta giusta. La storia attraversa quattro generazioni e oggi Marco e Alessio la trasformano in vini diretti, identitari e contemporanei: Hydria, Pecorino fresco e vibrante, P.121, Montepulciano d’Abruzzo più intenso, e Le Casette, Trebbiano d’Abruzzo di personalità.
Questo è quello che ti serve sapere sulle Colline Teramane: se cerchi Montepulciano, cucina di terra e cantine capaci di raccontare l’Abruzzo più profondo, sei nel posto giusto. Ma per capire davvero la regione devi cambiare prospettiva e scendere verso la costa, dove il paesaggio si fa più luminoso e il viaggio prende il profumo del mare.

Le splendide colline di Montepulciano, BecomeSomm.
La Costa dei Trabocchi: l’Abruzzo che profuma di mare, olio e vino bianco
Dopo le Colline Teramane, l’Abruzzo cambia luce. Scendendo verso la costa, il paesaggio si apre, l’aria diventa più salina e il vino inizia a parlare un’altra lingua.
La Costa dei Trabocchi è una delle zone più riconoscibili della regione. Qui il mare incontra antiche macchine da pesca in legno, sospese sull’acqua come strutture leggere e poetiche. I trabocchi non sono solo belli da fotografare: raccontano un modo di vivere il mare fatto di attesa, ingegno, fatica e cucina.
È una zona perfetta se hai poco tempo e vuoi costruire una giornata semplice ma memorabile: mattina al mare, pranzo su un trabocco o in un ristorante di pesce, pomeriggio tra oliveti e vigne, calice finale con vista sulle colline che scendono verso l’Adriatico.
A tavola, questa parte della regione chiede vini più freschi. Il Pecorino funziona benissimo per la sua energia sapida, il Trebbiano d’Abruzzo può diventare un bianco gastronomico sorprendente, mentre il Cerasuolo, servito fresco, fa da ponte tra cucina di mare e cucina di terra.
È qui che Agricola Olivia trova una collocazione naturale. Nel cuore della Costa dei Trabocchi, racconta un Abruzzo fatto di vino, olio, mare, terra e scelte di vita. Alessandro e Isaia, nei primi anni Duemila, decidono di dare nuova vita a un casale abruzzese, trasformandolo in un’azienda agricola dove vigneti e oliveti convivono a pochi passi dal mare e ai piedi della Maiella.
I vini, lanciati nel 2023, parlano una lingua pulita e contemporanea: Montepulciano d’Abruzzo, Cerasuolo, Pecorino e anche uno spumante Metodo Classico. Accanto al vino c’è l’olio, fondamentale per capire questa parte della regione, dove il viaggio passa da pane, pesce, verdure e piatti semplici costruiti su ingredienti veri.
La Costa dei Trabocchi è il punto perfetto per immaginare la tua fuga. Parti da San Vito Chietino, Fossacesia o Torino di Sangro, scegli un tratto di costa, fermati per un pranzo di pesce, poi sali verso l’interno per una degustazione. Non serve trasformare tutto in un programma rigido: l’Abruzzo funziona quando lasci spazio agli spostamenti brevi e alle soste non previste.
Questo è quello che ti serve sapere sulla Costa dei Trabocchi: se cerchi mare, cucina adriatica, vini freschi e un Abruzzo più luminoso, qui trovi una delle zone più immediate da vivere. Ma appena ti allontani dalla costa, il paesaggio cambia ancora: le colline si fanno più agricole, la montagna torna protagonista e il vino prende una profondità diversa.

I tipici trabocchi sul mare, BecomeSomm.
Tra Maiella, Gran Sasso e colline pescaresi: l’Abruzzo più agricolo
Entrando verso l’interno, l’Abruzzo cambia di nuovo. La luce della costa lascia spazio a un paesaggio più raccolto, agricolo e silenzioso. Qui le vigne convivono con gli ulivi, i borghi si appoggiano alle colline e le montagne restano sullo sfondo come una presenza costante.
Questa è la zona giusta se vuoi capire quanto il vino abruzzese possa essere profondo. Il Montepulciano può diventare importante e longevo, il Trebbiano può mostrare una personalità più seria, il Pecorino mantiene energia ma prende una dimensione più territoriale.
Per chi sta organizzando una fuga breve, questa parte dell’Abruzzo è perfetta come terzo movimento del viaggio. Dopo la costa e le Colline Teramane, puoi dedicare una giornata o mezza giornata all’entroterra pescarese, tra Maiella, Gran Sasso, Rosciano, Ofena, Alanno e i paesi che punteggiano il paesaggio.
Marramiero racconta bene questa profondità. Tra le vette della Maiella e i venti dell’Adriatico, nelle Tenute di Rosciano e Ofena, l’azienda lavora su un equilibrio fatto di suoli, clima, radici familiari e ricerca. Il Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva “Dante” e il Montepulciano d’Abruzzo DOC Terre dei Vestini Riserva “Inferi” mostrano il lato più intenso del territorio, mentre il Trebbiano d’Abruzzo DOC “Altare” ricorda che l’Abruzzo è anche terra di bianchi eleganti e gastronomici.
A rendere questa zona ancora più interessante c’è il contrasto con realtà più giovani e familiari, come Tocco Vini. Nata come azienda agricola nel 1981 e trasformata in progetto di vinificazione nel 2014 grazie a Lorenzo e Danilo, la cantina lavora ad Alanno con un approccio essenziale, biologico e rispettoso della materia prima. Il rosso “Capostazione”, profondo e mediterraneo, e il Pecorino, teso e salino, raccontano bene questa filosofia.
Questa zona ha un valore preciso: ti fa capire che l’Abruzzo non è una regione a una sola velocità. Può essere mare e trabocchi, può essere colline ordinate e Montepulciano importante, ma può essere anche entroterra agricolo, borghi medievali, olivi, vigne e silenzi.

Il tipico paesaggio agricolo abruzzese, BecomeSomm.
Borghi, montagne e attrazioni da non perdere
L’Abruzzo non va affrontato come una lista da completare. Se hai poco tempo, costruisci il viaggio intorno a due o tre esperienze forti: una giornata sulla costa, una nelle colline del vino, una nell’interno. Così eviti di passare il weekend in macchina e inizi davvero a sentire il territorio.
Tra le tappe più iconiche c’è Rocca Calascio, una fortezza sospesa tra pietra, vento e montagne. È uno di quei luoghi che ti fanno capire subito il lato più aspro, potente e scenografico dell’Abruzzo interno, soprattutto se ci arrivi verso il tramonto.
Poco distante, Santo Stefano di Sessanio è perfetto se cerchi un borgo raccolto, in pietra, capace di rallentare il ritmo. Qui non devi fare troppo: cammini, guardi, ti fermi, mangi qualcosa e lasci che il posto faccia il resto.
Poi c’è Campo Imperatore, forse il paesaggio più ampio e cinematografico della regione. Pascoli, altitudine, luce netta, cucina pastorale: è qui che capisci perché certi vini abruzzesi hanno bisogno di struttura e carattere, perché nascono per accompagnare una cucina vera, di montagna, non decorativa.
Se vuoi allargare il viaggio, puoi aggiungere Scanno e Sulmona. Scanno ha un fascino più appartato, con il lago, il borgo e una sensazione di Abruzzo profondo. Sulmona, invece, racconta una parte più urbana e culturale della regione, tra confetti, storia e tradizione gastronomica.
E poi c’è la Maiella, che non è solo una montagna, ma una presenza identitaria: parco, sentieri, borghi, erbe spontanee, spiritualità e cucina. Anche se qui non inseriamo per forza una cantina, ha senso passarci: perché quando capisci borghi, montagna, pascoli, mare e cucina, capisci meglio anche i vini. Il Montepulciano, il Pecorino e il Cerasuolo diventano così risposte liquide a un territorio fatto di contrasti.

L’itinerario perfetto per una fuga in Abruzzo, BecomeSomm.
Cosa mangiare in Abruzzo durante una fuga veloce
Se c’è una cosa che devi sapere prima di partire, è questa: in Abruzzo si mangia in modo serio, ma senza formalità. La cucina è concreta, generosa, spesso semplice solo in apparenza. Ti conquista perché ha sapore, identità e un legame diretto con il territorio.
Gli arrosticini sono il simbolo più immediato: spiedini di carne ovina cotti alla brace, conviviali, diretti, perfetti con un Montepulciano giovane o con un Cerasuolo servito fresco, soprattutto d’estate. Se pensi che il rosato sia solo un vino da aperitivo, qui potresti cambiare idea.
La pasta alla chitarra è un altro grande classico. Ruvida, consistente, capace di trattenere bene il sugo, trova nel Montepulciano d’Abruzzo uno degli abbinamenti più naturali, soprattutto quando arriva con ragù di carne o condimenti importanti.
Poi ci sono le pallotte cacio e ova, polpette senza carne fatte con formaggio, uova e pane, spesso servite al sugo. Sono uno degli esempi migliori di cucina povera solo nel nome: hanno sapore, consistenza e funzionano benissimo con un rosso non troppo pesante o con un Cerasuolo più gastronomico.
Sulla costa il ritmo cambia: entrano il brodetto di pesce, le fritture e i piatti marinari della tradizione adriatica. Qui Pecorino e Trebbiano d’Abruzzo diventano compagni naturali, soprattutto quando mantengono freschezza, sapidità e quella tensione che pulisce il palato.
Nell’interno tornano formaggi, carni, legumi, zafferano, paste sostanziose e piatti di montagna. Lo zafferano dell’Aquila, i formaggi di pecora, le lenticchie e le preparazioni pastorali raccontano un Abruzzo più essenziale e profondo, dove il vino deve avere carattere più che muscoli.
E poi ci sono i dolci: ferratelle semplici e profumate, oppure i confetti di Sulmona, che raccontano un altro pezzo dell’identità regionale. Non sono il centro del viaggio, ma completano quel mosaico di sapori che rende una fuga in Abruzzo molto più ricca di quanto ti aspetti.
Perché l’Abruzzo può sorprenderti più di quanto pensi
Forse l’Abruzzo non è la prima regione che ti viene in mente quando pensi a una fuga estiva. Ed è proprio questo il suo vantaggio: non ha l’immagine già consumata delle mete più famose, ma ti offre varietà, autenticità, paesaggi forti, cucina vera e vini di carattere.
In pochi giorni puoi vedere il mare, attraversare le colline, salire verso la montagna, mangiare piatti profondamente locali e scoprire cantine molto diverse tra loro: dalla storia di Cerulli Spinozzi alla visione agricola di Agricola Olivia, dall’accoglienza familiare di Lidia & Amato alla solidità di Barba Vini, fino alla voce giovane di Tenuta Antonini, alla profondità di Marramiero e all’artigianalità concreta di Tocco Vini.
Ed è proprio questa varietà a rendere l’Abruzzo interessante. Non devi sceglierlo perché è “di moda”, ma perché ti permette di vivere mare, montagna, vino, olio, arrosticini, trabocchi, borghi e silenzi senza perdere il senso del territorio.
Una fuga veloce in Abruzzo non è un ripiego rispetto ad altre mete più famose. È una scelta intelligente, soprattutto se cerchi un viaggio che non si limiti a farti staccare, ma ti lasci addosso qualcosa: un sapore, un paesaggio, una cantina, una strada, un vino che non avevi previsto.
E tu, sei già stato in questa splendida regione?
Scritto da…

Andrea Leone è un digital strategist e content creator che lavora nel mondo del vino, dove si occupa di analisi, divulgazione e storytelling. Vive tra Torino e le colline del Roero e racconta il vino sia tramite Become Somm, la community italiana sulla diffusione della cultura vinicola, sia attraverso Alkemica – Wine Stories, la media company che ne esplora il lato pop e culturale.



